Lo scorso week-end sono stato a Cuneo per Esor-dire, una manifestazione organizzata dalla scuola di scrittura creativa Holden, nel contesto di Scrittori in Città, una rassegna letteraria cuneense.
Di seguito lascio qualche appunto. Principalmente cose carine, che vorrei ricordare.
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Tre giorni a zonzo per Cuneo, tra una lezione di editing e una conferenza. Camera doppia uso singola, come nei film. Tv a colori e vicini di stanza che nel pieno della notte decidono di affrontare i loro problemi di coppia… ad altavoce. Wow, troppa grazia.
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Cuneo è una città dove i conducenti, se vedono un pedone che attraversa la strada, anziché stirarlo, si fermano.
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Affinità e divergenze tra noi e il compagno Sanguineti.
La vera chicca è l’incontro tra Edoardo Sanguineti, il baluardo della vecchia scuola, e Nicola Lagioia, una delle personalità più rappresentative della generazione che si è trovata a fare i conti con la pop culture, globalizzazione e letteratura. Il tema della conferenza è generazioni a confronto. E in fondo il dibattito tra i due verte su quali sfide i due si sono trovati a dover affrontare. E, invero, ciò che subito salta all’occhio è il saldo poggiare i piedi sull’ideologia marxista del vecchio Sanguineti, e i salti tra una sottocultura e l’altra cui è costretto Nicola Lagioia. Un match avantpop.
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Compero
Sirene, Laura Pugno, Einaudi.
Linguaggio e Libertà, Noam Chomsky, Net.
Il dolore secondo Matteo, Veronica Raimo, Minimum Fax.
Io sono lui, Etgar Keret, E/O.
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Esor-dire, così come organizzato dalla scuola Holden, è diviso in due sezioni. La prima, chiamata Prove d’Autore, riguarda gli esordienti veri e propri, cioè coloro che come me non hanno ancora pubblicato nulla (di serio). Siamo in otto, tutti spaventati dal brutale incontro con gli editor, potenziali persone che potrebbero in futuro avere a che fare con la realizzazione delle nostre ambizioni professionali. Io sfogo la mia compulsività sul caffè e le sigarette. Gli altri se ne accorgono perfettamente. Ma pure io mi accorgo dei tic degli altri. Senza fare nomi, tra i più gettonati: logorrea, titillazione di bottoni, cerniere, frange, attacchi di panico commisti ad attacchi di modestia e dalla sensazione di non essere adeguato al contesto. Il premio tic più strano, va ad un mio amico, il quale nei momenti di silenzio… parla da solo. Cioè, siete lì che sorseggiate caffè, cade il silenzio, e lui, cuffiette negli orecchi, parla da solo. Poi avviene così: in un luogo pubblico, gli ex Lavatoi, ci riuniscono tutti, ed uno ad uno, presentati dall’ottimo Marco Peano coadiuvato da Olga Lamontanara, saliamo su una pedana e leggiamo il racconto preparato ad uopo. Dopodiché comincia la discussione. L’editor che ti viene assegnato presenta il tuo lavoro, ne loda gli aspetti che gli piacciono, poi, pezzettino per pezzettino te lo smonta, chiedendoti lumi sulle scelte che hai fatto. Quindi, gli editor presenti intervengono. È un’esperienza catartica, ragazzi, di scoperta di come la gente ti vede.
La seconda sezione é il Torneo Letterario, cosa assai più seria. Ossia, una decina di esordienti, primo romanzo pubblicato, si sfidano a suon di letture. E il pubblico decreta, attraverso votazione, il vincitore. Capita di rado assistere alla lettura di tanti racconti fichi tutti assieme: Rossella Milone, Veronica Raimo, Giorgio Fontana, Marco Candida… Il vincitore del torneo è risultato essere Massimiliano Virgilio, e condivido la scelta del pubblico. Il suo racconto partiva da un fazzoletto moccicato per raccontare la storia di un padre che manteneva due famiglie (l’una all’insaputa dell’altra) e riusciva ad ottenere quello speciale mix tra tragico e comico che a me piace moltissimo. La sua lettura, poi, è stata impeccabile. Un concetto che mi è rimasto impresso suonava più o meno così: solo ora capisco la tirchieria di mio padre, la sua mania di riciclare tutto due volte: perché ogni cosa gli costava doppio.
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La ciliegina sulla torta è stata la serata di domenica, passata, io e il mio socio Davide Corleone, getting around con l’editor di Sironi. Siamo approdati alla festa finale agli Ex Lavatoi, credendo di trovarci ad un party d’addio… e invece ci siamo accorti di essere degli oggetti alieni all’interno di una festa per gli organizzatori (età media molto più bassa della nostra).
Credo che Giulio M. se la sia vista davvero brutta. Io e David Corleone, lo abbiamo tempestato di domande da scrittore alle prime armi. Personalmente, posso dirmi soddisfatto dalla scoperta che abbiamo un grande classico in comune: Life and Opinions of Tristram Shandy, gentleman. Pure lui lo apprezza.
Mi sento di fare i complimenti a Olga e Marco, per la loro disponibilità e serietà. Caspita, siete davvero in gamba ragazzi!
Un grazie anche ad Ivano, non credo che sia necessario spiegare il perchè.
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