Saletta concerti rosa e nera, dal soffitto lampadari a torre in cristallo o con i bracci in ferro battuto, elgante gusto pacchiano che contrasta con l’aria da club cool del locale. Appesi al muro della sala cartelli “vietato ballare”, al bar un drink 10 €, una bottiglia di Jack Daniels 100 €. Io e Bracchetto smezziamo un Negroni, al fine di non spennarci. Clientela: principalmente universitari/giovani, new-mods, moltissime frangette. I Mojomatics sono un duo chitarra batteria che si ispira alla tradizione rock-blues, miscelata alla velocità d’oggidì. Speed’n'roll, verrebbe da dire. Bracchetto tende a pensare che siano il suo gruppo preferito.

Dal balcone della galleria di p.zza duomo, le telecamere di TRL puntano giù verso una folla di adolescenti (ma non solo). Danno nell’occhio le fans dei Tokyo Hotel, dai tredici ai sedici, per lo più ragazzine che strillano ogni volta che la telecamera gira verso di loro. Alcune hannoil nome della band scritta in faccia, felpa, una addirittura ha il cerchietto con le iniziali HT ritte sopra la testolina. Un gruppo di due o tre, ad un certo punto, si inginocchia per terra, congiungono le mani e attaccano: “Tokyo Hotel, che state in Germania, dateci oggi la nostra canzone quotidiana etc.”. Di fronte alla faccia basita di alcuni adulti alcune delle ragazze si alzano e vanno a nascondersi dietro un altro gruppetto, mentre la più convinta grida: “Daiii!!! Se no, cosa siamo venute a fare?”

Ogni tanto esce Paolo Meneguzzi dal balcone, saluta la folla con la mano, la folla strilla. Lui rientra dal balcone, la folla smette di gridare. Poi esce di nuovo e saluta, la folla riprende a gridare. Poi rientra di nuovo dal balcone, e la folla smette di gridare.

Un gruppo di ragazze canta: “sei bellisssssiiiiiiimoooo-o-òòò”. Un gruppo di ragazzi grida: “Ammazzati! Buttati giù a pesce!”

Leggo Mattia Signorini e Marco Candida


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