Sulla via principale di Verona alle 2.54 di notte un silenzio solo apparente. Il lampeggiare arancione dei semafori. Lo sciacquio delle fontane di P.zza Pradaval. Uccelli notturni fischiano sugli alberi. L’odore dell’aria fresca con un sottile retrogusto di smog. Due finestre sopra la mia testa, tre ragazze chiacchierano di uomini ad alta voce. Una dice Che scemo, che scemo, che scemo. Hanno la finestra aperta, è maggio. La Cinquecento rossa di una guardia giurata risale tutto il corso e il suo rombo va a sbattere contro le finestre degli uffici deserti e si perde nel blu scuro sopra i cornicioni.
04/05/09 Verona
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