Posts Tagged ‘Letteratura di viaggio’
La storia di un uomo
mi ammala
dentro, fuori,
non so perché
così condizionante
qualcosa
solo chiacchiere
dovrebbe ferirmi tanto.
Sono ferito
sono spaventato
voglio vivere
voglio morire
non so
da che parte girarmi
nel Vuoto
e quando
dare
un taglio
Questo mio oscillare d’umore
equilibrista sul filo
della paura di cadere
e la certezza che sono ancora in piedi
sebbene ridotto
a essenziale
ho paura
ho fame
voglio essere amato
voglio essere capito
senza sottomettermi alle regole
del gioco di Varet St., Brooklyn, le bodegas
le cafeterias e i loft, fiori spuntati tra i magazzini
perché stendo una mano con delle monete
aspettandomi amore amicizia complicità
e ottengo in cambio [...]
Seduto su una panchina sulla promenade di Brooklyn Heights, a sinistra la statua della libertà, un traghetto sta per attraccare ad un pier, acqua incendiata al tramonto, di fronte i grattacieli del downtown, riconosco il Chrysler e l’Empire, ma forse mi sbaglio, lo skyline di questa parte della città ha nomi precisi, conosciuti dalla ragazza [...]
Uno scrittore che si mette a viaggiare, e vuole riferire del suo viaggio, corre sempre il rischio non soltanto di cadere nell’immaginazione, ma di fare della letteratura e non del giornalismo. La preoccupazione di Goffredo Parise, nel suo viaggio in Cina, è stata di evitare entrambe le cose. Come? In modo molto semplice. Potendo egli [...]
Ultimamente mi capita spesso di dormire sul divano di un amico che abita a Milano e, allora, mentre lui è al lavoro, faccio le pulizie: lavo i piatti, il bagno, il pavimento, oppure compro piccole cose di cui lui si dimentica. Lui dice che non serve, che sono ospite. Non mi pesa, lo faccio volentieri, [...]
Un mio amico nato in Veneto vive e lavora a Milano ma per tagliarsi i capelli torna da un parrucchiere di Olmo di Creazzo in provincia di Vicenza. Stamattina aveva appuntamento alle dieci e mezza e trovandosi in anticipo è entrato in un bar popolare e ha chiesto un caffè. Il barista gli ha chiesto: [...]
All’Insomnia di Valencia st. era la serata karaoke, e il mio compare d’avventure, in assenza di meglio, s’è fatto tre vodka secca ed è salito sul palco a cantare The Final Count Down degli Europe riscuotendo gli applausi del pubblico.
Di ritorno abbiamo preso un taxi. Anche se il tassista non ci sembrava molto propenso al [...]
Il nome l’avrei saputo solo più tardi, ma adesso mi pare che ho immaginato un nome così appena l’ho vista. Una biondona con occhiali a moscone, il nasino col piercing diamantato e una tuta rosa con il risvolto rimboccato in vita, in tinta con le ciabatte. Due pantofole rosa. Ah, sì. L’ombelico, il pancino snello [...]
Avrei potuto fare molto peggio che sedere
su un marciapiede a bere vino
sapere che niente importa dopotutto
sapere che non c’è reale differenza
tra il ricco e il povero
sapere che l’eternità non è né ubriaca
né sobria, sapere questo da giovane
ed essere poeta
avrei potuto mettermi in affari e affittarmi
e credere che a dio gli interessa
invece mi sono buttato su [...]
Posto il testo di questa canzone di Otis Redding, perché sono già in astinenza da San Francisco.
Sitting in the morning sun
I’ll be sitting when the evening comes
Watching the ships roll in
And I watch ‘em roll away again
Sitting on the dock of the bay
Watching the tide roll away
I’m just sitting on the dock of the bay
Wasting [...]